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Ceretto: sempre attuale riflettere su quella tragedia
Il Sindaco: "I fatti di questi giorni devono convincerci che dobbiamo continuamente difendere i valori di libertà, democrazia e uguaglianza per cui hanno lottato e hanno pagato con la vita i nostri predecessori”
Ultimo aggiornamento: 10-1-2021

Per la prima volta la cerimonia   è avvenuta in forma non pubblica, a causa della pandemia
Dobbiamo riflettere sul significato dell’eccidio non soltanto come insegnamento ai giovani, ma anche noi adulti: tutti quanti e ogni giorno dobbiamo difendere quei valori di libertà, democrazia e uguaglianza per cui hanno lottato e  hanno pagato con la vita i nostri predecessori”: così il sindaco di Busca, Marco Gallo,  questa mattina per la 77^ commemorazione  dell’eccidio di Ceretto del 5 gennaio 1944, in cui caddero 27 civili innocenti, e che per la prima volta è avvenuta in forma non pubblica, a causa della pandemia.

Oltre ai sindaci di Busca, Gallo.  e di Costigliole Saluzzo, Fabrizio Nasi, erano presenti i rappresentanti dei comuni di Bellino, Isasca, Rossana, Verzuolo, delle associazioni 5 Gennaio, Anpi e Ana e lo storico e scrittore Livio Berardo, che pubblica a giorni una nuova edizione del suo libro sui giorni dell’eccidio.

“Il ricordo di quella tragedia – ha aggiunto il sindaco Gallo - , che unisce le comunità di Busca  e Costigliole, è quanto mai attuale perché il ricordo di fatti avvenuti 77 anni fa, lontani nel tempo, è necessario ed indispensabile, anche alla luce di quello che sta succedendo in questi giorni: una cosa impensabile come l’assalto al Campidoglio a Washington deve farci riflettere. Così come la storia di nonno Basilio, un anziano toscano di 103 anni, ex deportato nei campi di concentramento nazisti nel ‘43,  ospite in una casa di riposo  e ora  bersaglio degli haters sui social per il solo motivo di aver ricevuto fra i primi  il vaccino anti Covid. Forse una parte di noi ha perso il senso della misura, ma soprattutto si è smarrito il rispetto verso quella generazione che ha costruito la nostra Repubblica, fondandola sui principi dell’umanità e della libertà. Ben venga, perciò, - conclude  Gallo  - anche la riedizione del libro di Livio Berardo, che si arricchisce di nuovi contributi sui fatti portarono  a quel famigerato 5 gennaio e racconta, soprattutto, cosa è successo negli anni successivi”.
NELLA FOTO: Per la prima volta la cerimonia è avvenuta in forma non pubblica, a causa della pandemia