Anche nel corso dell’anno scolastico che volge al termine, un gruppo di medici e infermieri volontari composto da Chiara Barile, Giulia Dompè, Lorella Flego, Chiara Galletto e Jacopo Giamello ha portato avanti nelle scuole cittadine un importante percorso di educazione sanitaria dedicato alle manovre salvavita.
L’iniziativa, nata nel 2022 e coordinata dall’associazione Idee.Comunità in collaborazione con la Croce Rossa di Busca, ha coinvolto gli studenti delle diverse fasce d’età con attività e contenuti calibrati in base al percorso scolastico: dai primi anni della scuola primaria, in cui i bambini imparano come effettuare correttamente una chiamata al 112 e come comportarsi in caso di emergenza, fino ad arrivare progressivamente, negli anni successivi, all’apprendimento delle principali manovre di primo soccorso e all’utilizzo del defibrillatore, affrontato in particolare nelle classi di terza media.
L’obiettivo del progetto è diffondere tra i più giovani la cultura dell’aiuto e della prevenzione, affinché anche i ragazzi possano acquisire fin da piccoli competenze semplici ma fondamentali, capaci un giorno di fare la differenza in situazioni di emergenza. Come ormai riconosciuto a livello internazionale, apprendere le manovre salvavita fin dall’infanzia significa infatti sviluppare senso civico, responsabilità e attenzione verso gli altri, trasformando queste competenze in un vero e proprio patrimonio culturale per tutta la comunità.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso della Città di Busca verso il modello di “città cardioprotetta”, grazie alla presenza sul territorio di numerosi defibrillatori accessibili alla popolazione e al costante impegno nella formazione della cittadinanza ai corsi BLSD, che negli anni hanno coinvolto moltissime persone.
«Ringrazio tutti i professionisti intervenuti – commenta il sindaco Ezio Donadio – che con passione e disponibilità hanno contribuito a trasmettere ai ragazzi conoscenze preziose per la sicurezza e il benessere dell’intera comunità. Investire nella formazione dei più giovani significa costruire una città più consapevole, solidale e preparata ad affrontare le emergenze».
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di educazione civica e di attenzione alla persona – aggiunge la vicesindaco e assessore ai Servizi alla Persona Beatrice Aimar–. Insegnare ai bambini e ai ragazzi come chiedere aiuto, come intervenire e come prendersi cura degli altri significa trasmettere valori fondamentali che accompagneranno questi giovani cittadini per tutta la vita. La collaborazione tra scuola, volontariato e istituzioni è un patrimonio prezioso per tutta la comunità buschese».
L’iniziativa, nata nel 2022 e coordinata dall’associazione Idee.Comunità in collaborazione con la Croce Rossa di Busca, ha coinvolto gli studenti delle diverse fasce d’età con attività e contenuti calibrati in base al percorso scolastico: dai primi anni della scuola primaria, in cui i bambini imparano come effettuare correttamente una chiamata al 112 e come comportarsi in caso di emergenza, fino ad arrivare progressivamente, negli anni successivi, all’apprendimento delle principali manovre di primo soccorso e all’utilizzo del defibrillatore, affrontato in particolare nelle classi di terza media.
L’obiettivo del progetto è diffondere tra i più giovani la cultura dell’aiuto e della prevenzione, affinché anche i ragazzi possano acquisire fin da piccoli competenze semplici ma fondamentali, capaci un giorno di fare la differenza in situazioni di emergenza. Come ormai riconosciuto a livello internazionale, apprendere le manovre salvavita fin dall’infanzia significa infatti sviluppare senso civico, responsabilità e attenzione verso gli altri, trasformando queste competenze in un vero e proprio patrimonio culturale per tutta la comunità.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso della Città di Busca verso il modello di “città cardioprotetta”, grazie alla presenza sul territorio di numerosi defibrillatori accessibili alla popolazione e al costante impegno nella formazione della cittadinanza ai corsi BLSD, che negli anni hanno coinvolto moltissime persone.
«Ringrazio tutti i professionisti intervenuti – commenta il sindaco Ezio Donadio – che con passione e disponibilità hanno contribuito a trasmettere ai ragazzi conoscenze preziose per la sicurezza e il benessere dell’intera comunità. Investire nella formazione dei più giovani significa costruire una città più consapevole, solidale e preparata ad affrontare le emergenze».
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di educazione civica e di attenzione alla persona – aggiunge la vicesindaco e assessore ai Servizi alla Persona Beatrice Aimar–. Insegnare ai bambini e ai ragazzi come chiedere aiuto, come intervenire e come prendersi cura degli altri significa trasmettere valori fondamentali che accompagneranno questi giovani cittadini per tutta la vita. La collaborazione tra scuola, volontariato e istituzioni è un patrimonio prezioso per tutta la comunità buschese».