Auditorium gremito ieri, sabato 10 ottobre, per la presentazione di “Migrarte – Attraversare confini, creare legami”, mostra conclusiva di un percorso educativo e artistico promosso dal Comune di Busca, Monviso Arte, Fondazione CRC e sei istituti scolastici.
Il progetto, nato circa due anni fa sulla scia della mostra “Arte e Carità”, ha dato vita a un protocollo d’intesa per affrontare le emergenze socioeducative del territorio, promuovendo l’educazione civica, la cittadinanza attiva e la valorizzazione dell’arte come strumento di crescita.
Ad aprire l’incontro al Polo Scolastico è stato il sindaco di Busca Ezio Donadio: «Il mondo cambia continuamente, ma le guerre e le incomprensioni tra i popoli restano, purtroppo, una realtà ancora irrisolta. Per questo è fondamentale affrontare questi temi con i ragazzi, attraverso una collaborazione tra le scuole, le istituzioni e, soprattutto, le famiglie».
«Il progetto è nato dalla condivisione di idee sul valore dell’educazione e sul futuro delle nuove generazioni. Un percorso sviluppato grazie all’impegno delle insegnanti, che hanno accompagnato i ragazzi nell’elaborazione di queste tematiche, a svilupparle e poi ad esprimerle attraverso il linguaggio universale dell’arte» ha proseguito l’assessora alla Cultura e all’Istruzione Lucia Rosso.
Il dirigente dell’IC “Carducci” di Busca Davide Martini, ha aperto gli interventi dei rappresentanti degli altri istituti scolastici coinvolti: «Nel nome di questo progetto c’è tutto: l’arte, la migrazione, e nella sua espressione in mostra c’è l’emozione trasmessa dai ragazzi. È proprio questa emozione che ci permette di imparare, perché guardare un’opera d’arte ci aiuta a diventare buoni cittadini e a trovare il significato di ciò che facciamo».
Introdotti da Alberto Valmaggia, presidente dell’Associazione Internazionale Volontari Laici LVIA ETS, sono poi seguiti i saluti di Patrizia Donato La Vitola dell’Istituto “Ennio Morricone” di Torino, Milva Rinaudo dell’Istituto “Sebastiano Grandis” di Cuneo, Dino Zuppardo dell’Istituto comprensivo di Diano d’Alba, Alberto Galvagno dell’Istituto “Sebastiano Taricco” di Cherasco e Vincenzo Messana, vicepresidente dell’Istituto Alpi-Strada di Bra. Dai diversi interventi è emerso un unico pensiero comune: l’arte rappresenta un’apertura verso il mondo e un potente veicolo di inclusione. È proprio la scuola ad essere il migliore esempio di inclusione perché i bambini e i ragazzi sono i primi a non percepire differenze e ad avere uno sguardo di uguaglianza. Da tutti, è arrivato un sentito ringraziamento agli alunni e agli insegnanti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, con il coinvolgimento complessivo di oltre 500 studenti e 50 docenti e la realizzazione di oltre 150 opere.
«L’arte, come linguaggio universale, ha permesso di creare un forte legame tra le scuole, il territorio e le associazioni di volontariato coinvolte. Un progetto che ha consentito di valorizzare un importante capitale umano, promuovendo non soltanto un’educazione alla cittadinanza, ma anche una visione più globale» ha sottolineato la coordinatrice del progetto Cinzia Tesio.
Ospite dell’incontro è stato lo scrittore Daniele Nicastro, che ha coinvolto i presenti in una riflessione sul significato della ricerca, del movimento e dell’incontro con l’altro, tanto nel mondo reale quanto in quello digitale. Si è rivolto soprattutto ai giovani, lasciando un messaggio semplice e incisivo: «Lasciate che le differenze vi arricchiscano».
Al termine, sono stati inoltre proclamati i vincitori dei riconoscimenti dedicati agli elaborati artistici: il primo premio è andato a “Speranza” realizzato da Chiara Macagno, mentre il premio della critica, intitolato a Francesco Poli, è stato assegnato a “Il peso del silenzio”, opera di Rim Er-Rachedy.
La giornata si è conclusa a Casa Francotto con il taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale della mostra che sarà visitabile a ingresso libero fino al 25 ottobre, nei seguenti orari: venerdì dalle 15.30 alle 18.30; sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30. Per informazioni: 371 5420603 – monvisoarteaps@gmail.com.
Il progetto, nato circa due anni fa sulla scia della mostra “Arte e Carità”, ha dato vita a un protocollo d’intesa per affrontare le emergenze socioeducative del territorio, promuovendo l’educazione civica, la cittadinanza attiva e la valorizzazione dell’arte come strumento di crescita.
Ad aprire l’incontro al Polo Scolastico è stato il sindaco di Busca Ezio Donadio: «Il mondo cambia continuamente, ma le guerre e le incomprensioni tra i popoli restano, purtroppo, una realtà ancora irrisolta. Per questo è fondamentale affrontare questi temi con i ragazzi, attraverso una collaborazione tra le scuole, le istituzioni e, soprattutto, le famiglie».
«Il progetto è nato dalla condivisione di idee sul valore dell’educazione e sul futuro delle nuove generazioni. Un percorso sviluppato grazie all’impegno delle insegnanti, che hanno accompagnato i ragazzi nell’elaborazione di queste tematiche, a svilupparle e poi ad esprimerle attraverso il linguaggio universale dell’arte» ha proseguito l’assessora alla Cultura e all’Istruzione Lucia Rosso.
Il dirigente dell’IC “Carducci” di Busca Davide Martini, ha aperto gli interventi dei rappresentanti degli altri istituti scolastici coinvolti: «Nel nome di questo progetto c’è tutto: l’arte, la migrazione, e nella sua espressione in mostra c’è l’emozione trasmessa dai ragazzi. È proprio questa emozione che ci permette di imparare, perché guardare un’opera d’arte ci aiuta a diventare buoni cittadini e a trovare il significato di ciò che facciamo».
Introdotti da Alberto Valmaggia, presidente dell’Associazione Internazionale Volontari Laici LVIA ETS, sono poi seguiti i saluti di Patrizia Donato La Vitola dell’Istituto “Ennio Morricone” di Torino, Milva Rinaudo dell’Istituto “Sebastiano Grandis” di Cuneo, Dino Zuppardo dell’Istituto comprensivo di Diano d’Alba, Alberto Galvagno dell’Istituto “Sebastiano Taricco” di Cherasco e Vincenzo Messana, vicepresidente dell’Istituto Alpi-Strada di Bra. Dai diversi interventi è emerso un unico pensiero comune: l’arte rappresenta un’apertura verso il mondo e un potente veicolo di inclusione. È proprio la scuola ad essere il migliore esempio di inclusione perché i bambini e i ragazzi sono i primi a non percepire differenze e ad avere uno sguardo di uguaglianza. Da tutti, è arrivato un sentito ringraziamento agli alunni e agli insegnanti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, con il coinvolgimento complessivo di oltre 500 studenti e 50 docenti e la realizzazione di oltre 150 opere.
«L’arte, come linguaggio universale, ha permesso di creare un forte legame tra le scuole, il territorio e le associazioni di volontariato coinvolte. Un progetto che ha consentito di valorizzare un importante capitale umano, promuovendo non soltanto un’educazione alla cittadinanza, ma anche una visione più globale» ha sottolineato la coordinatrice del progetto Cinzia Tesio.
Ospite dell’incontro è stato lo scrittore Daniele Nicastro, che ha coinvolto i presenti in una riflessione sul significato della ricerca, del movimento e dell’incontro con l’altro, tanto nel mondo reale quanto in quello digitale. Si è rivolto soprattutto ai giovani, lasciando un messaggio semplice e incisivo: «Lasciate che le differenze vi arricchiscano».
Al termine, sono stati inoltre proclamati i vincitori dei riconoscimenti dedicati agli elaborati artistici: il primo premio è andato a “Speranza” realizzato da Chiara Macagno, mentre il premio della critica, intitolato a Francesco Poli, è stato assegnato a “Il peso del silenzio”, opera di Rim Er-Rachedy.
La giornata si è conclusa a Casa Francotto con il taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale della mostra che sarà visitabile a ingresso libero fino al 25 ottobre, nei seguenti orari: venerdì dalle 15.30 alle 18.30; sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18.30. Per informazioni: 371 5420603 – monvisoarteaps@gmail.com.