La storia di busca

Il Cinquecento

Nel 1536 Busca passò sotto il dominio della Spagna, costituendo un baluardo sabaudo-spagnolo incuneato nel territorio del Marchesato di Saluzzo, alleato della Francia.
Nel 1537 ci furono due tentativi di espugnare la città da parte dei francesi, entrambi respinti. Nel 1552 il generale francese De Brissac riuscì infine ad entrare in Busca. I francesi fecero fortificare la città con poderosi bastioni. Con la pace fra Francia e Spagna, nel 1559 il duca Emanuele Filiberto di Savoia riebbe la sua Busca: sotto il suo governo aumentò la popolazione e si estesero le colture agricole.
Nuovi canali irrigui furono derivati dal Maira: la bealera della Presidenta (1554) e quella della Ceaglia (1562) e fu ampliato l'alveo del già esistente Varaglia (1585).

Il Seicento

Nel 1630 la peste dimezzò la popolazione: si calcola che i morti furono oltre duemila. Finita la terribile epidemia, Madama Cristina di Francia, vedova del duca Vittorio Amedeo di Savoia, ed i cognati principi Tomaso e Maurizio diedero vita ad una vera e propria guerra civile. Busca si schierò con il suo Signore feudale, Tomaso, e dovette subire le ire della vittoriosa Madama Cristina. Nel 1642 si arrivò, infine, alla pace fra i parenti Savoia.
Gli abitanti, oltre a subire morti e devastazioni, alla fine di ogni guerra pativano anche le tribolazioni per pagare le tasse necessarie a far fronte ai debiti da quelle causati.
Nel 1693 Busca fu ancora occupata dalle truppe francesi del generale Catinat.
Nonostante le traversie del tempo, la confraternita della Santissima Trinità costruì la sua chiesa ed il suo ospedale sulle rovine del Castello inferiore, che le erano state concesse dal Comune. L'apertura al culto avvenne nel 1660.


Il Settecento

Nel 1707 l'intera armata dell'imperatore d'Austria, alleato del duca Vittorio Amedeo, si accampò a Busca durante il viaggio di trasferimento a Nizza per combattere il re di Francia Luigi XIV.
Nel 1743 riecco i francesi: arrivarono a Busca da Cuneo, città che stavano mettendo sotto assedio. Questa volta i buschesi aprirono loro le porte e così furono ben trattati dagli invasori. Si trattò però di una breve apparizione: dopo pochi giorni gli "ospiti" se ne andarono e Busca non fu più molestata dalle guerre fino all'ultimo decennio del secolo.
Nel 1796 Napoleone sconfisse il re Vittorio Amedeo III e firmò la pace di Cherasco. Nel 1798 il nuovo re Carlo Emanuele IV fu costretto dai moti rivoluzionari a fuggire in Sardegna.
Il 26 dicembre 1798 venne innalzato nella piazza della Confraternita Rossa l'albero della libertà e costituita la prima Municipalità, cioè il nuovo Consiglio comunale. Come si sa, le monarchie ben presto tornarono alla riscossa: il 6 giugno 1799 arrivò a Busca una compagnia di soldati austro-russi che abbatté l'albero della libertà. Il ritorno fulmineo di Napoleone, nel 1800 riportò l'albero della libertà al suo posto e la città venne coinvolta nelle sorti dell'impero napoleonico: con la coscrizione obbligatoria fornì molti dei suoi giovani alle armate imperiali.
In campo sociale ed artistico il secolo fu molto fecondo. Nel 1717 si diede inizio alla costruzione della chiesa parrocchiale su disegno dell'architetto Francesco Gallo. Nel 1727 anche la Confraternita della Santissima Annunziata decise di edificare la sua chiesa e affidò il progetto alla stesso Gallo.
Alla politica agraria napoleonica è dovuta la completa distruzione del bosco della Fraschetta e al suo posto si formò la nuova comunità di San Chiaffredo.
La "dialettica" tra le due confraternite dei Bianchi (Annunziata) e dei Rossi (Trinità) produsse opere utili alla comunità. Nel 1702 Comune e Confraternita della Santissima Trinità diedero formazione all'ospedale per i poveri infermi. A sollievo dei poveri venne applicata poi l'Opera della Madonnina, che era stata fondata per regolare la devozione sorta attorno ad un dipinto (1745) murale che si diceva miracoloso.
La Confraternita dell'Annunziata fondò (1755) il Monte di Pietà e, pochi anni dopo, l'orfanotrofio per il ricovero, l'assistenza e la formazione professionale di bambini abbandonati.

L'Ottocento e il Novecento

Dopo la restaurazione succeduta al periodo napoleonico e il ritorno di Busca ai suoi antichi Signori, non ci furono in questo secolo turbolenze e pericoli per la città.
Nel 1835 si iniziò, per iniziativa del Vicario, la costruzione del nuovo ospedale.
Si succedettero tre epidemie di colera e specialmente quella del 1830 lasciò un gran numero di orfani. Intanto il regno d'Italia si sostituì a quello di Sardegna. Durante tutto il secolo e anche in quello successivo Busca non lesinò giovani leve per tutte le guerre, da quelle del Risorgimento, alla Prima Grande guerra, da quelle coloniali, alla Seconda Guerra Mondiale.
Alla metà dell'Ottocento risale la rettifica delle strade Busca-Costigliole e Busca-Cuneo, con la costruzione del nuovo ponte sul Maira e l'arrivo della stazione ferroviaria con le linea Saluzzo-Cuneo e Busca-Dronero, voluta da Giovanni Giolitti.
Al periodo fascista risale la costruzione delle scuole elementari.



Data ultima modifica: 31/1/2019