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Il Comune esce dall'Anci

ll Sindaco: “I problemi si aggravano e l’associazione che deve far sentire le nostre ragioni non sta facendo nulla”

Ultimo aggiornamento: 19-12-2013

I Sindaci sono in prima linea ad affrontare i problemi caudati ai cittadini dalla crisi economica

Il Comune di Busca lascia ufficialmente l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani, dopo 52 anni di presenza.

 

La decisione, su proposta del sindaco Luca Gosso, è stata assunta dalla giunta nella riunione di ieri mattina ed è stata spedita la raccomandata di disdetta.

 

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiega Gosso – è che non una parola è stata espressa dal presidente dell’Anci – il sindaco di Torino Piero Fassino, ndr – circa l’ultima problema dell’Imu sui terreni agricoli”

 

Non da oggi Gosso denuncia l’intollerabile contrapposizione con le decisioni del governo, vessatorie nei confronti dei comuni che mantengono un bilancio virtuoso, nell’assenza  di interventi significativi da parte dell’associazione che dovrebbe far valere le ragioni degli enti locali più vicini ai cittadini.

 

Per questo motivo già nell’autunno del 2009 Gosso, insieme ad alcuni colleghi,  diede vita al Movimento dei Sindaci del Piemonte, allora principalmente  per sostenere  la proposta di legge del Sindaci del Veneto che proponeva  il versamento del 20% Irpef ai Comuni, allo scopo di dare immediata concretezza al decentramento e all’autonomia fiscale.

 

In questi anni è stato un susseguirsi di denunce, da parte del Movimento, sempre rivolte in prima istanza al governo e, parallelamente all’Anci, sul trattamento riservato ai municipi da parte del governo: tagli astronomici sui trasferimenti, contestati soprattutto per il carattere di linearità, sforbiciate esorbitanti senza fare differenza fra bilanci virtuosi e comuni spreconi, e contestazione del patto di stabilità che blocca l’investimento delle somme a disposizione.

 

 

“I problemi veri dei Comuni si aggravano ma l’Anci non sta facendo nulla per sbloccare le casse comunali – ribadisce il sindaco di Busca - , ci sentiamo lasciati in balìa degli eventi, senza la minima forza contrattuale. Non abbiano riferimenti istituzionali, non sappiamo più a chi appellarci. Siamo a diretto contato con i problemi seri dei nostri concittadini, famiglie ed imprese  in difficoltà, disabili, anziani non autosufficienti. Noi non possiamo giraci dall’altra parte, perché dall’altra parte abbiamo loro, i cittadini, mentre tutte le altre istituzioni, Regioni, Stato tengono noi Comuni come parafulmini.  E l’Anci che fa? Si occupa soltanto delle grandi città a scapito, spesso, dei comuni medio-piccoli che hanno, invece, maggior bisogno di essere rappresentati. E’ molto simile ad carrozzone, poco utile e dispendioso: emblematica la vicenda dell’Imu, gestita in modo penoso da tutti. Perciò noi abbiamo deciso che, almeno per la nostra piccola parte (pari a circa 2 mila euro all’anno di iscrizione), la nostra quota in Anci non la spendiamo più”.

 

 



 



 

NELLA FOTO: I Sindaci sono in prima linea ad affrontare i problemi caudati ai cittadini dalla crisi economica
NELLA FOTO: Il Movimento dei Sindaci del Piemonte si è costituito nel novembre del 2009
NELLA FOTO: Il logo dell'Anci Piemonte