Martedì 9 giugno la scuola di italiano “Il mondo in classe”, organizzata dall’associazione Idee.comunità ODV, ha salutato i suoi studenti e le sue studentesse con una cena finale.
Avviati nel mese di ottobre, i corsi di lingua italiana hanno registrato 140 iscrizioni e quasi un centinaio di queste persone ha portato a termine il percorso formativo e ha ricevuto un attestato di partecipazione proprio. “Il mondo in classe” è una scuola che apre le sue porte a Busca, negli spazi di Open Space Education. Quest’anno si è articolata in sei classi, suddivise in base al livello di competenza linguistica dei partecipanti: dai corsi rivolti agli studenti analfabeti - persone che non hanno frequentato la scuola nel proprio Paese d’origine e che quindi non sanno leggere né scrivere - fino al livello A2, che consente di comunicare in modo semplice e di esprimere i propri bisogni in contesti di vita quotidiana.
Circa trenta volontari, grazie anche alla formazione promossa dall’associazione e al loro impegno costante, hanno contribuito non solo alla crescita linguistica degli studenti, ma anche al loro percorso di inclusione nel territorio. Inoltre, con grande entusiasmo e impegno, nove studenti hanno potuto sostenere l’esame per la certificazione di lingua italiana di livello A2 presso il CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Saluzzo. Questo è stato per loro un importante traguardo reso possibile grazie alla costante cooperazione con i docenti del CPIA.
Alla serata conclusiva, tenutasi nel verdeggiante giardino dell’associazione Andirivieni, hanno partecipato anche l’assessora all’Istruzione Lucia Rosso e l’assessore al Volontariato Bruno Olivero che hanno potuto così conoscere gli studenti e le studentesse: «Il Comune è orgoglioso di poter contribuire a questo importante progetto sostenendo le attività e mettendo a disposizione gli spazi per le lezioni. Un ringraziamento all’associazione Idee.comunità ODV e ai suoi innumerevoli volontari perché è grazie a loro che si concretizza l’aiuto a favore dell’inclusione e della crescita della comunità locale».
La scuola si è chiusa per l'estate e ha salutato la comunità con il termine Ubuntu, una parola di origine bantu che si traduce esattamente con "io sono perché noi siamo".
Avviati nel mese di ottobre, i corsi di lingua italiana hanno registrato 140 iscrizioni e quasi un centinaio di queste persone ha portato a termine il percorso formativo e ha ricevuto un attestato di partecipazione proprio. “Il mondo in classe” è una scuola che apre le sue porte a Busca, negli spazi di Open Space Education. Quest’anno si è articolata in sei classi, suddivise in base al livello di competenza linguistica dei partecipanti: dai corsi rivolti agli studenti analfabeti - persone che non hanno frequentato la scuola nel proprio Paese d’origine e che quindi non sanno leggere né scrivere - fino al livello A2, che consente di comunicare in modo semplice e di esprimere i propri bisogni in contesti di vita quotidiana.
Circa trenta volontari, grazie anche alla formazione promossa dall’associazione e al loro impegno costante, hanno contribuito non solo alla crescita linguistica degli studenti, ma anche al loro percorso di inclusione nel territorio. Inoltre, con grande entusiasmo e impegno, nove studenti hanno potuto sostenere l’esame per la certificazione di lingua italiana di livello A2 presso il CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Saluzzo. Questo è stato per loro un importante traguardo reso possibile grazie alla costante cooperazione con i docenti del CPIA.
Alla serata conclusiva, tenutasi nel verdeggiante giardino dell’associazione Andirivieni, hanno partecipato anche l’assessora all’Istruzione Lucia Rosso e l’assessore al Volontariato Bruno Olivero che hanno potuto così conoscere gli studenti e le studentesse: «Il Comune è orgoglioso di poter contribuire a questo importante progetto sostenendo le attività e mettendo a disposizione gli spazi per le lezioni. Un ringraziamento all’associazione Idee.comunità ODV e ai suoi innumerevoli volontari perché è grazie a loro che si concretizza l’aiuto a favore dell’inclusione e della crescita della comunità locale».
La scuola si è chiusa per l'estate e ha salutato la comunità con il termine Ubuntu, una parola di origine bantu che si traduce esattamente con "io sono perché noi siamo".