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Da domani 'Carte' al Roccolo
Tre pomeriggi (ore18,30)  con la rassegna che unisce la letteratura alla musica voluta dal Comune e ideata dalla Fondazione Artea, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino. Ospiti gli scrittori Teresa Ciabatti, Giuseppe Culicchia e Massimo Zamboni accompagnati dai musicisti Rodrigo D’Erasmo, Lucia Sacerdoni e Cristiano Roversi 
Ultimo aggiornamento: 28-7-2021

Palcoscenico panoramico
Carte da decifrare torna  a Busca da domani a sabato alle ore 18,30 sulla terrazza del castello del Roccolo per la quarta edizione di seguito. "Siamo pronti ad accogliere – dice il sindaco Marco Gallo  - in uno dei lguohi più suggestivi di Busca, sulla terrazza dal panorama mozzafiato che spazia sulla pianura cuneese fino alle colline delle Langhe, la  rassegna  con i suoi tre imperdibili appuntamenti di letteratura e musica dal vivo. Fra i tanti eventi che sono nati in questi ultimi anni in città – continua Gallo - questo è uno dei più rilevanti, perché ha lanciato una formula di intrattenimento culturale innovativa, che, unendo letteratura e musica, è risultata vincente, complice anche lo straordinario, luogo di per sé ricco di suggestione”.
L’evento è ideato e organizzato, grazie al sostegno del Comune di Busca e dell’associazione Castello del Roccolo,  dalla Fondazione Artea, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino che ne cura la direzione artistica ed è realizzata con il contributo della Fondazione CRC e della Fondazione CRT.

IL PROGRAMMA
Giovedì 29 luglio, ore 18.30
TERESA CIABATTI e RODRIGO D’ERASMO
Sembrava bellezza 
 Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po’ di più. Sembrava bellezza è un romanzo sull’impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso se stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l’autrice mette in scena con acume prodigioso le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza. Ad accompagnare la lettura le musiche del polistrumentista, nonché membro storico degli Afterhours, Rodrigo D’Erasmo.
 
Teresa Ciabatti (Orbetello, 1975) è scrittrice e sceneggiatrice. Dopo la laurea in Lettere moderne alla Sapienza di Roma ha frequentato la scuola di scrittura di Alessandro Baricco a Torino. Ha esordito nel 2002 con il romanzo Adelmo, torna da me (Einaudi), dal quale è stato tratto il film L’estate del mio primo bacio di Carlo Virzì (2005). A questo sono seguiti i romanzi: I giorni felici (Mondadori 2008), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli 2013), Tuttissanti (Il Saggiatore 2013), La più amata (Mondadori 2017, finalista al Premio Strega), Matrigna (Solferino 2018), Sembrava bellezza (Mondadori 2021). Scrive anche per il cinema, tra le sue sceneggiature: La donna della mia vita (2010), La parrucchiera (2017). I suoi racconti sono apparsi in diverse antologie e su Nuovi Argomenti. Collabora con Il Corriere della Sera e con La Lettura.
 
Rodrigo D’Erasmo (San Paolo del Brasile, 1975) violinista, polistrumentista, compositore arrangiatore e produttore di formazione classica, diplomato al Conservatorio S. Cecilia di Roma e a quello di Ekaterinburgo in Russia, vive e lavora tra Roma e Milano. Dal 2001 ad oggi ha registrato decine di album in tutto il mondo collaborando in studio e successivamente anche live con numerose band e artisti quali Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, PFM, Calibro 35, Le luci della centrale elettrica, Joycut, Diodato, Salmo, Steve Wynn, Piers Faccini, John Parish, Muse, Rokia Traoré, Afghan Whigs, Mark Lanegan, Damon Albarn e moltissimi altri. Dal 2008 è membro degli Afterhours ed è stato il producer di Manuel Agnelli a X Factor 10, 11 e 13. È direttore musicale della trasmissione Ossigeno in onda su Rai 3 e compone colonne sonore per cinema e TV.
 
Venerdì 30 luglio, ore 18.30
GIUSEPPE CULICCHIA e LUCIA CLORINDA SACERDONI
Il tempo di vivere con te
Attraverso la lettura di alcuni passi del suo memoir, Giuseppe Culicchia racconta il suo rapporto con Walter Alasia, cugino per parte materna ma in realtà fratello maggiore, ucciso a vent'anni in uno scontro a fuoco con la polizia dopo aver ucciso a sua volta il vicequestore di Milano Vittorio Padovani e il maresciallo dell'ufficio politico Sergio Bazzega. Era il 15 dicembre del 1976, sette anni esatti dopo la morte di Giuseppe Pinelli. E Walter Alasia, figlio di operai di Sesto San Giovanni, era entrato giovanissimo nelle Brigate Rosse. Ad accompagnare le letture, il violoncello di Lucia Sacerdoni, tra omaggi alle canzoni di Lucio Battisti e alle colonne sonore dei film di Stanley Kubrick, perché gli anni Settanta non furono soltanto anni di piombo.
 
Giuseppe Culicchia (Torino, 1965) è scrittore, saggista e traduttore. Ha esordito nel 1990 nell’antologia curata da Pier Vittorio Tondelli Papergang-Under 25 III. Tra i suoi titoli pubblicati dai maggiori editori italiani: Tutti giù per terra (Garzanti 1994), Il paese delle meraviglie (Garzanti 2004), Torino è casa mia (Laterza 2007), Brucia la città (Mondadori 2009), Sicilia o cara (Feltrinelli 2010), Mi sono perso in un luogo comune (Einaudi 2016), Essere Nanni Moretti (Mondadori 2017). Il cuore e la tenebra (Mondadori 2019), E finsero felici e contenti (Feltrinelli 2020), Il tempo di vivere con te (Einaudi 2021). Tradotto in dieci lingue, ha a sua volta tradotto autori come Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Collabora con La Stampa, L’Espresso e altre testate. Cura la sezione Festa Mobile per il Salone del Libro di Torino.
 
Lucia Clorinda Sacerdoni (Torino, 1993) intraprende lo studio del violoncello alla giovanissima età di 4 anni. Dopo aver conseguito il diploma Suzuki, si laurea al Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Torino in Accademica di II livello e in Musica d’insieme e partecipa a masterclass tenute dai violoncellisti U. Clerici, D. Grosgurin, U. Hofmann, R. Lukic, M. Brunello, J. Goritzki, T. Demenga, G. Gnocchi, S. Guarino. Contestualmente alla musica da camera, segue corsi di E. Bosso, C. Bützberger, A. Pinzaru, B. Giuranna, A. Ganz, Piano Polish Trio, C. Schuster, Trio Debussy. Collabora stabilmente con diverse orchestre, tra cui l’Orchestra Giovanile Cherubini diretta da Riccardo Muti, anche in veste di primo violoncello, effettuando concerti e tournée in Italia e all’estero. In formazione cameristica si afferma in vari concorsi nazionali.
 
Sabato 31 luglio, ore 18.30
MASSIMO ZAMBONI e CRISTIANO ROVERSI
La trionferà
Il Novecento emiliano raccontato da Massimo Zamboni attraverso una serie di letture tratte dai suoi romanzi L'eco di uno sparo La trionferà, dove riscosse e disgrazie, collettive e personali, infiammano e addolorano una terra che non è mai stata docile. Perché ogni tanto occorre ricapitolare, per capire da dove si è partiti. A chi vive in quelle stesse terre, e a chi non sa nulla di cosa è successo, magari per motivi anagrafici, più spesso di provenienza. Canzoni e racconti, accompagnati e interpretati dalle musiche di Cristiano Roversi, per costruire un'epica della memoria, con la quale porre le basi per un possibile futuro. 
 
Massimo Zamboni (Reggio Emilia, 1957) è musicista, cantautore e scrittore. È stato chitarrista e compositore del gruppo punk rock italiano Cccp e dei Csi, prima di intraprendere una carriera da solista. Ha scritto diversi romanzi tra cui In Mongolia in Retromarcia (Giunti 2000; NdA 2009), Emilia parabolica (Fandango 2003), Il mio primo Dopoguerra (Mondadori 2005), Prove tecniche di resurrezione (Donzelli Poesia 2013), L'eco di uno sparo (Einaudi 2015), Anime galleggianti (con Vasco Brondi, La nave di Teseo 2016), Nessuna voce dentro (Einaudi 2017), La macchia mongolica (con Caterina Zamboni Russia, Baldini+Castoldi 2020) La trionferà (Einaudi 2021). Ha collaborato con Linus e collabora tuttora con il settimanale La Lettura del Corriere della Sera.
 
Cristiano Roversi (Mantova, 1972) è compositore, musicista, produttore e discografico. Inizia i suoi studi musicali al Conservatorio Campiani di Mantova per poi spostare la sua attenzione verso lidi rock, rock progressive e jazz. Nel 1994 pubblica e produce il primo album dei Moongarden (band di rock progressive tuttora attiva) e nel corso degli anni lavora a più di 50 produzioni fonografiche dividendosi tra studio, palchi live e apparizioni al fianco di artisti Italiani ed esteri quali John Wetton, David Jackson, Steve Hackett, Zef Noise and Mike Ill (Sweet Lizard Illtet), Saro Cosentino, Silvia Orlandi, Andrea Chimenti, Nad Sylvan, Scraps Orchestra, Bernardo Lanzetti, Mangala Vallis, Le Orme, Gigi Cavalli Cocchi, Roberto Tiranti, The Watch, Marcus Viana, Nicola Bright-Thomas, Emanuele Reverberi, Aldo Tagliapietra, James Larcombe (Stars In Battledress), John Mitchell (It Bites) e molti altri. Ha instaurato un importante sodalizio umano ed artistico, tutt’oggi saldo e produttivo, con Massimo Zamboni con il quale ha realizzato numerosi progetti, live e studio.

INFO E BIGLIETTI
fondazioneartea.org
ticket.it
NELLA FOTO: Palcoscenico panoramico
NELLA FOTO: Venerdì 30 luglio la giovane e talentuosa violoncellista Lucia Clorinda Sacerdoni
NELLA FOTO: Giovedì 29 luglio la scrittrice e sceneggiatrice toscana Teresa Ciabatti, finalista al premio Strega nel 2017
NELLA FOTO: Giovedì 29 luglio il polistrumentista e membro storico degli Afterhours Rodrigo D’Erasmo
NELLA FOTO: Venerdì 30 luglio Giuseppe Culicchia, scrittore e saggista torinese, legge alcuni passi del suo memoir “Il tempo di vivere con te”
NELLA FOTO: Venerdì 30 luglio la giovane e talentuosa violoncellista Lucia Clorinda Sacerdoni
NELLA FOTO: Sabato 31 luglio Massimo Zamboni, ex chitarrista dei CCCP e dei C.S.I., da tempo solista e scrittore, porta in scena canzoni, racconti e ricordi personali sul Novecento emiliano in “La trionferà”
NELLA FOTO: Sabato 31 luglio il musicista e produttore discografico Cristiano Roversi