Il sedime dell’ex ferrovia Busca – Dronero diventa di proprietà comunale

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Incontri a San Giuseppe e San Chiaffredo per progettare il futuro di un asse strategico per la mobilità sostenibile

Data:

27 Aprile 2026

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Durante la seduta del consiglio comunale del 25 marzo scorso è stata ufficializzata l’acquisizione del sedime della ex linea ferroviaria Busca – Dronero dal Gruppo Ferrovie dello Stato, una condizione imprescindibile per poter intervenire concretamente.
 
L’area interessa il tratto compreso tra la zona del cimitero di Busca e la frazione di Castelletto, dove attualmente è ancora presente l’ex casello ferroviario, per una lunghezza di circa cinque chilometri e mezzo. La perizia redatta da Patrigest S.p.A. per conto di FS Sistemi Urbani, ha quantificato in 164.772,00 euro il valore delle aree, corrispondente a 3 euro al metro quadrato per una superficie totale di 54.924 mq, cifra che verrà interamente coperta utilizzando fondi propri già accantonati. È inoltre previsto che il Comune di Dronero avvii un analogo percorso per l’acquisizione della restante parte della linea, con l’obiettivo di garantirne la piena continuità.
 
La piena disponibilità dell’area rappresenta uno strumento che permette l’avvio della programmazione e della progettazione, consentendo al Comune di accedere a finanziamenti, in particolare regionali, legati alla rigenerazione urbana: «Già in passato l’Amministrazione aveva individuato nell’acquisizione del sedime il primo passo necessario per poter intervenire concretamente e l’interesse della comunità, anche con proposte e iniziative di utilizzo e valorizzazione, hanno sempre mantenuta alta l’attenzione sul potenziale di questo percorso» dichiara l’assessora alla Cultura Lucia Rosso.
 
Nei prossimi mesi, la Regione Piemonte, nell'ambito del Programma Regionale FESR 2021/2027, presenterà un nuovo bando dedicato alla rigenerazione urbana, al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Il bando a sportello prevede l'accesso ai fondi, con un finanziamento massimo di 1,8 milioni di euro, il 90% a carico della Regione e 10% del Comune.
 
«È un bando che non finanzia singole opere isolate, ma strategie: progetti capaci di mettere insieme mobilità sostenibile, sicurezza, riqualificazione degli spazi pubblici, connessioni tra aree urbane e produttive, valorizzazione ambientale e attrattività territoriale – spiega l’assessora Rosso - Ed è esattamente in questa direzione che Busca vuole muoversi. L’acquisizione del sedime della ex ferrovia diventa quindi la condizione necessaria per poter partecipare a questo bando con un progetto forte, credibile e coerente con le caratteristiche del territorio e la sua valenza culturale turistica, in linea con il lavoro che stiamo portando avanti in questi anni».
 
Il progetto prevede la trasformazione del tracciato in una dorsale ciclopedonale, recuperando un’infrastruttura esistente e restituendola alla comunità, oltre alla sua integrazione con un’altra direttrice strategica per la città, via Vecchia di Cuneo. L’intervento si inserisce in una visione più ampia, volta a creare un collegamento reale e funzionale tra le frazioni, la zona industriale e produttiva e l’asse verso Cuneo, Caraglio e Dronero, fino al centro cittadino.
 
Si tratta di un sistema che promuove la mobilità sostenibile attraverso percorsi ciclopedonali sicuri, anche a vocazione turistica, e che va oltre il singolo intervento, configurandosi come una vera rete. Una connessione capace di migliorare gli spostamenti quotidiani casa-scuola e casa-lavoro, aumentare la sicurezza, rendere più accessibili le aree produttive e rafforzare il legame tra le diverse parti della città.

Il futuro di questi progetti sarà al centro di due incontri pubblici, pensati per informare e coinvolgere le comunità delle aree interessate:

- Martedì 12 maggio, ore 18.00, presso il Circolo Acli in Fraz. San Chiaffredo
- Mercoledì 13 maggio, ore 18.00, presso il Salone dell’Asilo Infantile in Fraz. Castelletto
 
Gli incontri sono aperti a tutta la cittadinanza, alle realtà produttive, alle associazioni e ai comitati frazionali.
 
La storia: dall’inizio del Novecento ai giorni nostri
La linea ferroviaria Busca–Dronero nacque all’inizio del Novecento per collegare Dronero e le valli Maira e Grana alla rete provinciale. Progettata nel 1901 e inaugurata tra il 1912 e il 1913 alla presenza di Giovanni Giolitti, era lunga circa 12 km e prevedeva fermate a Castelletto Busca e Monastero-Pratavecchia.
Fin dall’inizio dovette confrontarsi con la concorrenza della linea Dronero–Cuneo via Caraglio. Il declino si accentuò negli anni Sessanta con la diffusione dell’auto e nel 1966 fu sospeso il servizio passeggeri. Il decreto ministeriale del 1987 sancì formalmente la fine del servizio passeggeri, mentre le autocorse sostitutive continuarono a circolare fino alla soppressione definitiva nel 2000.
Negli anni si sono susseguite ipotesi, proposte, iniziative anche dal basso: associazioni, studi, progetti di recupero con finalità turistiche e culturali, idee di riutilizzo che dimostrano come questa linea sia da sempre e tutt’ora percepita come una risorsa potenziale.

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Ultimo aggiornamento: 28/04/2026 09:34