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Il restauro del municipio
Ottenuto un contributo dalla Compagnia di San Paolo per gli affreschi del corridoio. Si tinteggia anche l'esterno
Ultimo aggiornamento: 15-12-2011

95 mila dei 110 mila euro previsti per la realizzazione del progetto di restauro conservativo degli affreschi e dei serramenti lignei interni del corridoio di Palazzo San Martino, sede del municipio, arriveranno da un contributo concesso dalla Compagnia di San Paolo di Torino.

Il Comune ha infatti partecipato ad un bando dell’istituto finanziario ottenendo esito positivo. Le proposte progettuali erano 101 da parte di 93 Comuni ed ora il Comitato di gestione della Compagnia di San Paolo ha deliberato i contributi per 17 progetti, tra i quali quello di Busca.

“E’ stato un bel regalo di Natale – dice il sindaco, Luca Gosso – ricevere questa notizia. Appena possibile passeremo alla fase realizzativa del progetto, perché il restauro del palazzo sede del municipio, la casa di tutti i buschesi, è fra le priorità, anche in vista del prossimo anno, celebrativo del 250° anniversario del titolo di Città a Busca. Il progetto è stato curato dall’architetto Adriano Rossi, in collaborazione con i geometri dell’ufficio tecnico comunale, che ringrazio”.

Tinteggiatura esterna
Intanto è già stato approvato dalla Giunta il progetto preliminare, redatto dall’ufficio tecnico comunale, per la tinteggiatura della facciata del municipio e delle vicine nuove scuole elementari.

Il costo dell’intervento è di 160.0000 euro ed è finanziato con un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo per 90 mila euro e la rimanenza con fondi comunali. I lavori sono previsti per l’estate 2012. 

Progetto di conservazione dell’architettura signorile settecentesca
Il Settecento è per Busca secolo di grande fioritura sociale ed artistica, in città opera Francesco Gallo, che inizia le costruzioni della nuova chiesa parrocchiale e della chiesa della Confraternita Santissima Annunziata. A questo secolo risale il Palazzo San Martino, residenza degli omonimi Conti, successivamente affrescato, nel 1855, da Bartolomeo Giuliano.

Nell’Ottocento Busca vede la comparsa del gusto neogotico, promosso dalla corte sabauda ed in voga nel territorio saluzzese, con l’edificazione del castello del Roccolo, commissionata dal marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio, e la costruzione su Palazzo San Martino della torre in laterizio a vista, alta circa 30 metri, voluta dai conti proprietari.

L’accesso al corridoio oggetto dell’intervento avviene da una scala a doppia rampa caratterizzata da gradini con pedata in marmo bianco di Carrara e grigio Bardiglio; il parapetto è metallico di gusto Impero. E’ in buono stato e non si prevede qui alcun intervento.

Il corridoio
Il corridoio è lungo circa 32 metri, largo circa 3,4 metri e alto in centro volta 5.20 metri; ha otto volte a crociera, riccamente decorate con pitture, che scaricano su pilastri sormontati da capitelli in stile ionico, realizzati in cotto e poi stuccati in superficie.

Sulla parete di destra, con lo scalone alle spalle, si aprono ampie finestre che guardano la corte interna. Di fronte alle finestre si aprono le porte di legno conducono alle stanze, ora sede degli uffici comunali.

Nel 1855 Bartolomeo Giuliano e i suoi allievi lo decorarono. La firma dell’autore e la data sono collocate nella fascia a finto bassorilievo posta al di sotto della prima lunetta verso il vano scala.

Negli anni Trenta del Novecento lavori di manutenzione cambiarono parte della pavimentazione del corridoio e riguardarono gli impianti elettrico e termico. I termosifoni in ghisa, prima collocati esternamente alla muratura, furono, purtroppo, inseriti in nicchie, a discapito dell’integrità delle pitture. La pavimentazione del corridoio è costituita da mattonelle di graniglia posate nel 1933 in sostituzione di una precedente pavimentazione in mattonelle di cotto che la relazione tecnica a firma del geometra Fortunato Dutto definisce “avariate e deteriorate in più punti”.

Tutte le pitture presenti nel corridoio sono state eseguite da mani abili ed esperte, pare più di una. Per quanto riguarda la tecnica, si può pensare ad un “mezzo fresco non intenzionale”, cioè che si sia proceduto con rapida sequenza ad intonacare le volte e a dipingerle.

La fascia dipinta a bassorilievo e la parete di fondo verso la via Cavour invece paiono dipinte a tempera.

Bartolomeo Giuliano (1825-1909) fu pittore di chiara fama, allievo di Carlo Arienti e di Giovanni Battista Biscarra. Frequentò gli ambienti torinesi legati all’Accademia Albertina e alla Promotrice di Belle Arti, allora cenacoli culturali di assoluto interesse per il divenire delle arti figurative. Fu titolare della cattedra di Disegno di Figura all’Accademia di Brera.

Il progetto
Tra il 2005 e il 2007 il Comune ha effettuato interamente a proprie spese per circa 130 mila euro un intervento radicale sul tetto di tutto l’edificio. Prima ancora, 2001, era stata restaurata, per un importo 138 mila euro, la torre civica con il recupero della scala interna a pianta circolare in legno.

Questo progetto prevede il restauro del corridoio del piano nobile del Palazzo San Martino ed ha ottenuto i pareri favorevoli della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Piemonte e della Soprintendenza per il Patrimonio storico e etno-antropologico del Piemonte.

La Soprintendenza per i Beni architettonici ha indicato che il pavimento in graniglia, i corpi illuminanti storici in vetro opalino e i termosifoni in ghisa siano conservati con semplice pulitura.

Il primo intervento consiste nell’indagine stratigrafica sulle superfici dipinte per determinare la tecnica di pulitura più idonea e la scelta dei materiali più appropriati.

Si procederà poi alla pulitura con l’applicazione di bendaggio di sostegno e protezione su parti in pericolo di caduta e alle operazioni di consolidamento (specie in corrispondenza degli ovali dipinti nei pennacchi degli archi e nelle porzioni interessate da lacune). Via via si procederà a tutte le fase tecniche minuziosamente descritte nel progetto che ha ottenuto il contributo.

Restauro dei serramenti
Dopo la verifica di tutti gli elementi esistenti, si procederà alla riparazione delle parti rotte e alla conservazione dell’esistente. Sono previste tra l’altro, la carteggiatura e la spazzolatura manuale, la scartavetratura e stuccatura; il trattamento preventivo con materie prime non sintetiche; le riparazioni parziali o sostituzioni totali delle parti lignee ammalorate con l’utilizzo di essenze il più possibile simili a quelle originarie.

Per il trattamento degli elementi metallici dei serramenti si eseguirà il lavaggio sgrassante, la
brossatura accurata a mano o con strumenti meccanici, il trattamento delle superfici con vernici convertitrici, la lucidatura delle maniglie in bronzo e ottone.

Si procederà quindi alla verniciatura delle parti lignee con l’utilizzo di vernici e saponi privi di solventi ed a base di olii di origine naturale


Storia dell’edificio
L’edificio è nato quale residenza signorile. L’impianto originario è stato integrato nel 1825 con la costruzione della torre neogotica. Agli inizi del 1900 la torre ha subito un intervento di impoverimento architettonico con trasformazione delle bifore dell’ultimo livello in semplici ogive con parapetto.

L’edificio fu acquisito dal Comune nel secondo decennio del 1900, in seguito ad una lunga trattativa con l’ultimo proprietario, il conte Massimiliano San Martino di Chiesanuova e di Demonte. L’atto è documentato dal rogito del notaio Antonio Acquarone eseguito il 19 novembre 1921. Il Comune sborsò 150.000 lire.

Prima del trasferimento nel Palazzo San Martino, gli uffici municipali avevano sede nell’attuale Palazzo della Musica, in piazza della Rossa.

Prima destinata a sede delle elementari
In un primo tempo l’amministrazione comunale intendeva destinare Palazzo San Martino a sede delle scuole elementari. E’ conservata nell’archivio comunale le autorizzazioni in merito del Prefetto di Cuneo e della Giunta Provinciale Amministrativa in data 30 ottobre 1921, che facevano seguito alla delibera di acquisto del Consiglio Comunale del 17 luglio 1921.

L’incarico per l’adattamento del fabbricato ad uso di edificio scolastico fu affidato ad Antonio Toselli di Cuneo, noto progettista e autore tra l’altro del nuovo stadio di Cuneo (1932).

Toselli pin un primo tempo previde sostanziali modifiche nel corpo a nord (oggi non più esistente) e l’apertura di una stretta via di collegamento fra l’odierna piazza F.lli Mariano e via Cavour, adibendo tutti i locali esistenti ad aule scolastiche. Il progetto, conservato nell’archivio comunale, fu approvato con decreto prefettizio il 9 novembre 1922.

Il progetto rimase per tre anni nei cassetti, poi il 18 agosto 1925, la Giunta Comunale fece osservare che il progetto di Toselli prevedeva un numero di aule sufficiente, ma esse risultavano troppo piccole.

L’ingegnere tornò sul disegno con una radicale variante e il 5 luglio 1926 fu approvato il definitivo progetto che prevedeva l’utilizzo per la scuola soltanto dello spigolo nord-est del Palazzo, la completa demolizione di tutta l’ala nord, la creazione di una nuova ala del tutto indipendente per altre aule e l’apertura di una strada di collegamento larga 10 metri fra la piazza e la via (ora via Carletto Michelis).

Gli ambienti settecenteschi non usati per la scuola furono conservati integralmente e destinati a nuova sede del municipio.

I caratteri architettonici
Recentemente è stato completamente rifatto il tetto di tutto l’edificio. Inoltre sono state consolidare le volte dei locali al piano primo, in particolare del corridoio affrescato.

Nel 2002 era stata restaurata anche la torre municipale e recuperata la scala interna a pianta circolare in legno.

L’ampio androne di ingresso è sormontato da volte a crociera sostenute da colonne con capitello ionico.

Al primo piano, delle sei sale settecentesche che fiancheggiano il corridoio, la prima ospita l’archivio storico del Comune. Qui la volta è a padiglione e presenta decorazioni in affresco a motivi floreali. Alle pareti sono conservati gli armadi in noce, che custodiscono i documenti di archivio.

La seconda, ora ufficio del Sindaco, e la quarta sala presentano caratteristiche analoghe alla prima, ma non hanno gli armadi a muro.

L’altezza interna dei vani è di circa e metri e mezzo; le volte sono a padiglione con decorazioni di tipo floreale. Anche in queste sale il pavimento è in legno, a listoni di larice d’America.

La terza sala, ora Sala Consigliare, posta in corrispondenza dell’androne d’ingresso al piano terra, costituiva il salone di ricevimento dell’antico edificio. L’altezza interna è di circa 7 metri e la volta è strutturata a padiglione, con unghie che ne movimentano la superficie. Anche qui le decorazioni sono a motivi floreali. All’imposta della volta corre una trabeazione in stucco riccamente decorata ad ovoli e foglie d’acanto, oltre ad un fregio con altorilievi in stucco rappresentante figure mitologiche, animali, festoni. Ogni lato della sala presenta due lesene scanalate in stucco bianco con capitello ionico, oltre alle quattro lesene angolari. Le tre porte di accesso sono decorate con ricche cornici e motivi di ispirazione neoclassica, ancora in stucco bianco con dorature. Oltre alle due finestre su via Cavour, questa sala presenta anche un balcone centrale, posto in corrispondenza del sottostante portale principale di ingresso all’edificio. Anche queste aperture sono delimitate da cornici modanate realizzate in stucco.

Le ultime due sale, più piccole rispetto alle precedenti, presentano decori semplici, con vasi angolari e festoni a tempera. L’altezza interna è di poco superiore ai 4 metri.

Nel sottotetto è ben visibile sull’estradosso della volta del salone di rappresentanza al primo piano, il nome di Antonio Domenico Lanfranchi con la data del 1937 e la dicitura “a finito le volte”.



NELLA FOTO: Il corridoio di Palazzo San Martino sede del municipio
NELLA FOTO: La torre di Palazzo San Martino, ora torre civica, in stile neogotico