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Inaugurato il monumento all’infermiere nel giardino dell’ospedale
Ultimo aggiornamento: 30-6-2021

Il monumento agli infermieri nel giardino dell'ospedale
E’ stato inaugurato oggi il monumento all’infermiere nel giardino dell’ospedale, dove si trovano la residenza sanitaria assistenziale per anziani non autosufficienti e l’hospice dell’Asl Cn1.

L’opera è stata realizzata  dal buschese Stefano Grassini  che ha voluto così esprimere il profondo senso di gratitudine per il lavoro svolto da questi professionisti nella battaglia contro il Covid. Il monumento è donato alla Città di Busca e dedicato all’Ordine delle professioni infermieristiche di Cuneo. Realizzato con tre diversi tipi di pietra, per un peso di 25 quintali.

La  collocazione ideale nei pressi dell’Ospedale, di fronte a piazza Regina Margherita, è risultata ideale all’autore in quanto buschese e anche perché Busca è conosciuta anche  per la professionalità ed umanità del personale sanitario dell’Hospice. 
 
Alle cerimonia era presente  il sindaco, Marco Gallo, con diversi amministratori comunali, il presidente dell'ospedale di Busca, Tommaso Alfieri, e i vertici dell’ordine professionale nazionale e locale. Hanno portato la loro testimonianza infermieri e pazienti Covid guariti, suscitando grande commozione.  Letto al pubblico un messaggio del ministro della Salute Roberto Speranza di ringraziamento per l'inziativa.

“Giusto – dice il sindaco - rendere omaggio a questa categoria, che tanto ha dato e dà sempre e soprattutto in questa pandemia. Un grazie più che sentito al concittadino Grassini, che ha concretizzato con un’opera simbolica  davvero significativa il sentimento di tutti noi. Grazie a lui anche per aver scelto Busca e il suo ospedale, sede nello stesso tempo storica e d’avanguardia di un presidio sanitario  e socio-sanitario di grande professionalità, come luogo d’accoglienza della sua creazione”. “
NELLA FOTO: Il monumento agli infermieri nel giardino dell'ospedale
NELLA FOTO: Il sindaco, Marco Gallo: “Giusto rendere omaggio a questa categoria, che tanto ha dato e dà sempre e soprattutto in questa pandemia