Percorso turistico

Il Castellaccio e Santo Stefano

Da piazza F.lli Mariano si imbocca la strada che porta all’Eremo. A 500 metri si incontra il parco “Ernesto Francotto”. E’ una località ricca di storia e di suggestione, collocata su un poggio che domina la piana ai piedi della valle Maira.
Qui sorse in epoca romana una torre e un “castrum” che a metà del XII secolo, ampliato, divenne dimora dei marchesi del Vasto (poi Lancia, dal soprannome di Manfredo). Di quel castello “superiore” sono rimasti soltanto alcuni ruderi, noti con il nome di Castellaccio.


Del complesso fa parte la cappella di Santo Stefano, sorta alle origini del cristianesimo locale tra i sec. VI e X per la comunità formatasi attorno al castello. Era la parrocchia più importante del tempo. Venne più volte ristrutturata e sopraelevata nel ‘700.
Dell’antico edifico resta la splendida abside affrescata dai fratelli Biazaci di Busca.


Sul “mur de chevet” è dipinta l’annunciazione e il Cristo in avello, tra Maria e Giovanni piangenti. Nel catino absidale appare la raffigurazione del tema della catechesi primitiva, il tetramorfo di Ezechiele con il “Cristo Pantocrator” nella mandorla iridata e i simboli degli evangelisti. Divisa in quatto scene, è narrata la storia del protomartire di Santo Stefano, tratta dagli Atti degli Apostoli della Legenda Aurea.
L’opera di restauro, promossa dal Comune nel 1998, ha restituito l’originario splendore al ciclo.


Eremo di Belmonte

Si trova sulla collina di Busca ed è noto dall’antichità con il nome di “Belmonte”.
Nel ‘200 era sede della certosa femminile di Santa Maria di Belmonte. Nel 1400 passò alle domenicane. Nel 1614 divenne sede dei Camaldolesi di San Romualdo, centro devozionale e richiamo di pellegrinaggi.
A fianco dell’antica chiesa medievale i frati eressero la nuova chiesa barocca, decorata con dipinti del Dalamano e stucchi del Beltramelli; ha subito gravissimi danni dai bombardamenti dell’ultima guerra.
Nell’800 il complesso fu acquistato da nobili locali, adibito a villa signorile e arricchito da affreschi a soggetto mitologico del Gonin.
Attualmente ospita gruppi di giovani del comune di Carmagnola per la villeggiatura estiva.


Cappella di San Brizio

Si trova sul tratto che costeggia il Talutto verso la colletta di Rossana, in località Morra San Giovanni.
Fu costruita in epoca altomedioevale dai monaci di Villar San Costanzo.
L’interno è interamente affrescato da un pittore sconosciuto di influenza francese.



Data ultima modifica: 11/10/2013