Condividi su Facebook   Condividi su Twitter   Invia per email   13-2-2020
Emergenza cimice asiatica
La Giunta comunale ha approvato e condiviso un documento presentato dall’associazione Coldiretti
La Cimice Asiatica (Halyomorpha halys) si è diffusa ovunque anche in Italia
La Giunta comunale ha approvato e condiviso un documento presentato dall’associazione Coldiretti per affrontare l’emergenza cimice asiatica, grave problematica che coinvolge direttamente l’agricoltura e che presenta anche pesanti ricadute a livello economico.
 
La proposta avanzata da Coldiretti
 
Premessa

Il rinvenimento di insetti e di patogeni alieni in Italia sta minando la produzione nazionale, distruggendo il potenziale produttivo del Paese con conseguenze economiche, occupazionali e sociali che configurano la situazione odierna di vera e propria calamità naturale.

In particolare la Cimice Asiatica (Halyomorpha halys), specie ormai ubiquitaria in Italia, polifaga, capace di svilupparsi su oltre 300 specie coltivate e spontanee, si pone come emergenza con più di 700 milioni di € di danni stimata solo nell’ultima annata.

La gravità della situazione e le caratteristiche del fitofago impongono misure eccezionali finalizzate alla lotta, alla ricostituzione del potenziale produttivo nazionale e al sostegno alle imprese nella fase di emergenziale.

In particolare la lotta alla Cimice Asiatica è complicata per la polifagia, la mobilità e al resistenza ai trattamenti. In considerazione di ciò, serve un piano organico che comprenda attività di lotta obbligatoria, azioni di contenimento biologico dell’alieno e ristoro dei danni subiti dalle imprese.

La situazione odierna
La diffusione della Cimice asiatica ormai interessa tutto il territorio nazionale, sebbene i danni ad oggi siano particolarmente rilevanti nelle aree ortofrutticole orientali della Pianura padana.
In particolare si rilevano nelle sottoscritte aree attacchi sulle colture e si stimano danni come sotto indicato.
Liguria: 16 milioni di euro, 2.049 produttori
Piemonte: 180 milioni, 13.500 produttori
Lombardia: 32 milioni, 8.500 produttori
Emilia Romagna: 270 milioni di euro, 9.500 produttori
Veneto: 163 milioni di euro, 7.685 produttori
Trentino alto Adige: 40 milioni di euro, 4.500 produttori
Friuli Venezia Giulia: 40 milioni di euro, 2.500 produttori

Per un totale di 741 milioni di euro alla fine di gennaio (dato in crescita rispetto alla stima di 588 milioni di euro di dicembre, in conseguenza dei danni che emergono in magazzino, in fase di condizionamento del prodotto per la vendita, soprattutto su pere, mele e kiwi), e oltre 48.000 produttori coinvolti.

Colpite pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegio e piccoli frutti, albicocco, susino, nocciolo, olivo, soia, mais, ortaggi.

Il piano
Multiregionale, pluriennale, e con una dotazione finanziaria adeguata.
Risulta indispensabile:
- la creazione di un tavolo tra i ministeri competenti (Agricoltura, Sanità, Ambiente, Rapporti con UE) e le Regioni maggiormente coinvolte.
- aprire un confronto in sede UE per il recupero delle ingenti risorse necessarie all’indennizzo delle imprese.

Azioni per il sostegno delle imprese
· declaratoria stato di calamità;
· delimitazione delle aree danneggiate;
· sostegno alle imprese agricole mediante:
- sospensione del pagamento delle rate dei mutui tramite moratoria.
- sospensione del pagamento degli oneri contributivi a carico delle imprese;
- indennizzi a fondo perduto per i danni subiti e le perdite di reddito.
- Sviluppo di fondi mutualistici.

Prendendo atto degli sforzi fatti per integrare la dotazione del fondo di solidarietà nazionale (80 milioni di € della legge di bilancio 2020), si stima che la dotazione finanziaria necessaria a sostenere tali azioni sia di 300 milioni all’anno per un quadriennio.

Azioni per il contenimento del patogeno
· Lotta obbligatoria alla cimice, tramite l’istituzione di un autorità di coordinamento delle diverse attività (monitoraggio, azioni fitosanitarie ed economici), onde evitare interventi non sincronizzati o difformi tra le diverse aree e/o Regioni; con particolare riguardo ai disciplinari applicati, alle misure attuate ed ai finanziamenti previsti.

Fondamentale anche il coordinamento tra tutti i soggetti (pubblici e privati) che svolgono attività di assistenza tecnica alle imprese.

· Definizione, sotto il coordinamento della su citata Autorità, degli interventi chimici sulle forme giovanili con l’individuazione dei principi attivi efficaci. Prevedendo inoltre le possibili autorizzazioni in deroga alla normativa, ma anche ai disciplinari di lotta integrata/biologica previsti da PSR e OCM.
· Utilizzo (anche mediante appositi finanziamenti) di:
- metodi fisici per la limitazione della presenza del fitofago sulle colture in atto (reti anti-insetto, serre, ecc..)
- metodi agronomici (trappole con ferormoni per catture massali).
· Autorizzazione all’introduzione dei parassitoidi della cimice (Trissolcus spp.), al loro allevamento e ala lancio nelle diverse Regioni. Individuando altresì percorsi di difesa delle coltivazioni coordinati che evitino l’utilizzo di principi attivi, per altre avversità, che uccidano o riducano l’efficacia dei parassitoidi stessi.

Azioni per la difesa del settore ortofrutticolo nazionale
· Piano straordinario di verifica dei prodotti ortofrutticoli di importazione, onde evitare che siano importati prodotti difesi attraverso l’impiego di antiparassitari vietati in Italia.
· Potenziamento organici e attività del Servizio Fitosanitario nazionale.
· Iniziative di sensibilizzazione della popolazione per il contrasto alla diffusione e svernamento della cimice
NELLA FOTO: La Cimice Asiatica (Halyomorpha halys) si è diffusa ovunque anche in Italia