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Domenica 6 gennaio la commemorazione dell’eccidio di Ceretto
Il 75° anniversario della Strage
Ultimo aggiornamento: 21-12-2018

Il manifesto dell'evento
Sarà commemorato ufficialmente domenica 6 gennaio il 75° anniversario della strage di Ceretto, in cui il 5 gennaio 1944 morirono per mano nei nazifascisti  27 civili.

La cerimonia è organizzata dalla Città di Busca con il Comune di Costigliole Saluzzo, che condividono la Medaglia d’Argento al Valore Civile per quell’eccidio, con l’Anpi Busca e all’Associazione 5 gennaio 1944 di Costigliole.

Il ritrovo è alle ore 9,30 alla fermata di Ceretto; alle ore 10 la celebrazione della Santa Messa, alle ore 10,45 la deposizione delle corone d’alloro ai Caduti, gli interventi dei Sindaci dei due Comuni e l’orazione ufficiale tenuta dal professor Gianni Oliva, storico, scrittore e politico torinese
 
Sarà presente una delegazione del Comune di Oriolo (Cosenza), in ricordo dei cittadini periti nell'eccidio, parteciperanno anche  i ragazzi degli istituti scolastici di Busca e Costigliole e il complesso bandistico  di Costigliole Saluzzo.
 
La strage
Il 5 gennaio 1944 a Ceretto furono uccisi 27 innocenti per dare una lezione, per far capire alla popolazione del saluzzese che i nazifascisti erano decisi a non permettere che la “malapianta” della Resistenza potesse protendersi verso la pianura, una pianura il cui controllo era assolutamente necessario per mantenere i trasporti con Torino.
 
L’azione repressiva ebbe evidentemente carattere intimidatorio, dal momento che nella zona non esistevano ancora formazioni partigiane organizzate e quindi fu facile per le forze tedesche e per le esordienti truppe della Repubblica di Salò procedere all’operazione. Si volle tuttavia trovare un pretesto, creare il “casus belli”. Si disse che l’azione contro Ceretto fosse la “naturale” conseguenza di una azione “ribellistica” condotta da 5 giovani costigliolesi il 23 dicembre 1943 a Villafalletto, durante la quale era rimasto mortalmente ferito un carabiniere.
 
Tutto incomincia alle 10 del mattino. I reparti nazifascismi arrivano alle prime case sparse lungo la strada fra Villafalletto e Costigliole per dare avvio al rastrellamento. Il primo a cadere sotto le raffiche nemiche è Giovenale Falco che stava cercando di salvare il suo bestiame dalle fiamme appiccate alla stalla dagli stessi assassini. I militi nazifascisti proseguono verso Costigliole bruciando, saccheggiando, distruggendo e uccidendo con un impeto davvero barbarico (erano forse un po’ meno aggressivi i tedeschi delle camicie nere, ricordano unanimemente i testimoni). Ecco l’elenco delle vittime, in ordine di “massacro”: Alessandro Conte, Stefano Bertaina, Chiaffredo Barbero, Giuseppe Corsetti, Pietro e Stefano Del Piano (fratelli), Francesco e Giuseppe Caruso (fratelli), Domenico Falco, Giovanni Battista Ramonda, Antonio Bruno, Giovanni Battista Salomone, Angelo Falco, Lorenzo Ramonda, Domenico Garello, Michelangelo Abello, Giovanni Abello, Giuseppe Abello, Giovanni Trova, Giuseppe Dao, Pierino Abello, Michele Fornasero, Giovanni e Vittore Garino (padre e figlio), Giuseppe Aimar, Francesco Giordano.
 
Alla fine della tremenda giornata risultavano distrutte o gravemente compromesse 27 cascine; erano andati in fiamme  4.390 metri quadrati di tetto, 8000 Mg di fieno, 6.180 Mg di paglia, 42 quintali di grano, 32,5 quintali di granoturco, 2,10 quintali di fagioli, 9,4 quintali di patate, rubate o distrutte 35.500 lire; i danni complessivi furono calcolati in 4 milioni di lire dell’epoca.
(da libro “Ceretto, 5 gennaio 1944” )


Medaglia d'argento la valore civile
Nel 2006, per l'eccidio del 5 gennaio 1944, i comuni di  Busca e Costigliole sono stati insigniti della medaglia d'argento al valore civile con la seguente motivazione: “Piccolo centro cuneese, durante l'ultimo conflitto mondiale, subiva una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste, che trucidarono brutalmente numerosi cittadini inermi ed incendiarono una ventina di case rurali. Lo popolazione, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, partecipava alla guerra di Liberazione e offriva ammirevole prova di solidarietà umana nel dare ospitalità ad alcune famiglie ebree”.
 
NELLA FOTO: Il manifesto dell'evento