Condividi su Facebook   Condividi su Twitter   Invia per email   11-6-2018
Il regalo straordinario di una grande autrice in scena
Michela Murgia con  Francesco Medda sulla terrazza del Roccolo sabato scorso, in un intenso momento di letteratura e musica per il pubblico di Carte da decifrare
Michela Murgia sulla terrazza panoramica del Castello del Roccolo
Un regalo straordinario e  “una cosa che non si fa”. Ecco cos’è stato lo spettacolo di sabato scorso, sulla terrazza panoramica del castello del Roccolo. Michela Murgia, accompagnata dalla musica elettronica del suo conterraneo Francesco Medda “Arrogalla”,  ha immerso il pubblico del secondo appuntamento di Carte da decifrare nella “materia britannica” attraverso i suoni e la cadenza della “materia sarda”. La cosa che non si fa, ha detto l’autrice di “Accabadora”, presentando la sua lettura, è svelare prima dell’uscita di un libro il suo incipit. Ecco lo straordinario della serata: un inedito sorprendente e penetrante, grazie, anche, ad una lettura intensa e ad un’avvolgente presenza in scena.

L’antefatto, raccontato “in confidenza” per la prima volta in assoluto ai convenuti nella, finalmente, tiepida  sera primaverile  sulla  bella collina di Busca: l’autrice ha un’amica carissima con la quale conversa amenamente di letteratura, essendo, l’amica,  tra le altre cose, anche editor della narrativa italiana presso l'editore Marsilio, una casa editrice diversa da quella di Murgia. Per gioco e non per lavoro, dunque, Chiara Valerio vorrebbe sapere qual è il “Libro” fondante di Michela, il testo letto il quale non si è più quelli di primi. Rifuggendo titolo pomposi, lei risponde con semplice sincerità “Le nebbie di Avalon” di  Marion Zimmer Bradley, 780 pagine, comprato al volo in un’edicola prima di una traversata  da Olbia al continente, per riempire le ore. Colpo di scena: un fantasy, per qualche solone meno che un testo di “letteratura”.

E, allora, sarebbe bello conoscere il perché e il percome, pensa l’amica, sarebbe curioso vedere come può essere rivisto, ora, quel testo maieutico. Nasce così l’dea alla quale sta lavorando Murgia, la riscrittura della saga di Re Artù, già ri-vista a suo tempo da Zimmer Bradley dalle parte delle donne.

Dopo di lei altri autori saranno chiamati a risponde in tutta sincerità, per la nuova collana Passaparola di Marsilio, alla domanda dell'editor.

La “Sorella di re”, titolo dello spettacolo, è, dunque, Morgana. La fata e la strega, colei che “non aspetta che le cose accadano, ma che le cose le fa accadere”. Sono i pensieri di Morgana sul letto di morte di Artù, indirizzati a Ginevra, che Murgia condivide con il pubblico, il quale trascinato dentro a quella mente, ne rimane così “pieno”, che alla battuta finale del racconto, ancora preso da musica e parole così coralmente legati, applaude con la testa, e fa partire con qualche attimo di ritardo il battimani più convinto.

“Grazie per il vostro silenzio“. Murgia lascia queste bellissime parole finali al pubblico del Roccolo, il commiato più bello di una grande autrice in scena.
 
"Grazie a Fondazione Artea che, con la Città di Busca - sottolinea il sindaco, Marco Gallo -, ha voluto e ideato questa nuova forma di incontro tra letteratura e musica che si chiama Carte da decifrate, realizzata con  Regione Piemonte, Salone Internazionale del Libro, Circolo dei lettori di Torino, Fondazione Piemonte dal Vivo, associazione Castello del Roccolo e  Fondazione CRC".
NELLA FOTO: Michela Murgia sulla terrazza panoramica del Castello del Roccolo
NELLA FOTO: Francesco Medda agli strumenti della sua musica elettronica, che trae ispirazione dalle tradizioni della Sardegna e dai suoi ambienti e paesaggi
NELLA FOTO: Per "Carte da decifrare" Michela Murgia e Francesco Medda Arrogalla con il sindaco Marco Gallo e il direttore artistico di Artea Alessandro Isaia
NELLA FOTO: I due artisti in scena
NELLA FOTO: Un momento dello spettacolo
NELLA FOTO: Il pubblico al Roccolo
NELLA FOTO: Palcoscenico panoramico
NELLA FOTO: Carte da decifrare porta a Busca grandi nomi della letteratura e della musica