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Teatro Civico: i particolari del restauro
Ultimo aggiornamento: 19-12-2008

Il recupero fa parte del progetto Interreg III Alcotra Italia-Francia 2000/2006 e del progetto Montagne in scena. E' costato 907.000 euro. Il 20 per cento dell’importo è stato coperto dal Comune. Le poltrone e parte degli arredi sono stati acquistati con un contributi della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo (80 mila euro) e della Regione Piemonte (60 mila euro).

I progettisti sono l’architetto Marcello Pellegrino e l’ingegnere Pier Mario Barbero. 

La storia 

Le origini come fabbricato adibito a luogo di culto religioso sono di incerta definizione. Per quanto riguarda la doppia dedicazione della chiesa a Sant’Antonino, martire militare, e a San Michele, angelo protettore delle milizie longobarde, si può supporre la presenza in Busca di un presidio militare (presso la torre, ora campanile, della chiesa della Santissima Trinità), prima costituito da truppe romane e bizantine e successivamente da Arimanni longobardi. 

Notizie certe si hanno dalle osservazioni riportate negli scritti delle visite pastorali: la più remota risale al 1623. Nel 1800, in seguito al decreto napoleonico, si verifica la confisca dei beni ecclesiastici e successivamente l’acquisizione del fabbricato da parte del Comune, che lo utilizzerà, in seguito, come teatro e poi come sala da cinema, attrezzandolo di palchi in legno, sostituiti verso la metà del ‘900 da una galleria in calcestruzzo armato. 

L’intervento di recupero riguarda anche l'edificio attiguo alla chiesa, anch'esso acquisito dal Comune, in precedenza usato come abitazione privata e come negozio.

La struttura 
E' di dimensioni limitate e la collocazione ne impedisice l’ampliamento. Per tale motivo la progettazione è stata condotta in modo da utilizzare ogni più piccolo spazio disponibile cercando di sfruttare anche i piccoli spazi nel sottosuolo ed a livello delle coperture. 

Tre aree
L’area per le rappresentazioni, accessibile attraverso la scala secondaria di sicurezza, munita di un sistema per l’accesso ai disabili, che collega i locali per la rappresentazione (posti al piano terreno) con i locali per gli attori (posti al piano interrato) e con i locali tecnici (piano interrato e piano secondo). 

L’area per il pubblico,
accessibile attraverso l’accesso principale. Collegata con gli spazi per il pubblico negli intervalli, posti al primo piano, attraverso la scala principale. La stessa scala permette di accedere ad uno spazio ufficio posto al piano secondo. 

L’area tecnica, ricavata al piano interrato o sotto le coperture, salvo lo spazio della ‘consolle’, ricavato sulla sommità della tribuna del pubblico.
Il progetto si sviluppa su quattro livelli: interrato, piano terra, primo e secondo piano. 

Parte del piano interrato è stato scavato nel sottosuolo dell’edificio. E’ accessibile esclusivamente attraverso la scala di servizio: qui sono posti gli spazi per gli attori, due camerini e due servizi igienici, più un locale di servizio dell’impianto elettrico. Il collegamento alle antiche e preesistenti cantine è realizzato attraverso un corridoio di servizio: due altri antilocali permetteranno di accogliere più persone, nelle occasioni in cui le recite o le rappresentazioni saranno condotte da scolaresche numerose.

Al piano terra 
Sono recuperati i principali locali a servizio del pubblico: l’ingresso, la platea, la biglietteria, il guardaroba ed i servizi igienici. 

Di poco sopraelevato risulta essere il palcoscenico, accessibile attraverso la scala di servizio che lo collega direttamente all’esterno ed ai locali a disposizione degli attori, posti al piano interrato. I locali sono dotati di uscite di sicurezza e sono accessibili alle persone a ridotta o impedita capacità motoria. Il palco risulta accessibile direttamente dall’esterno e, mediante il posizionamento di un idoneo montascale, anche agli attori disabi. 

Al primo piano 
Ci sono gli spazi per il bar e per il foyer, direttamente collegati alla scala principale. Da tali ambienti si accede direttamente alla galleria. Il piano risulta fruibile sia attraverso la scala principale (nei momenti pubblici e nel corso delle rappresentazioni), sia attraverso la scala di servizio (per le operazioni di gestione della struttura e del bar). 

Al secondo piano 
Viene mantenuto il locale esistente, da destinare ad ufficio per la direzione del teatro. Gli attigui vani ospitano le macchine per la distribuzione del calore e del freddo. Al di sopra del palcoscenico è stato ricavato lo spazio tecnico necessario per la gestione dello spazio sottostante. 

Alla sommità della galleria è stata ricavata la consolle per la gestione tecnica degli spettacoli. I posti sono in tutto 149: 114 in platea e 35 in galleria.

La facciata
Sulla facciata dell’ingresso l’intervento riguarda il recupero del fronte della ex chiesa, con sabbiatura delle parti in mattoni a vista ed il recupero dei tettini intermedi e di sommità. 

La facciata attigua è riqualificata da nuovi serramenti e un nuovo ingresso. La facciata prospiciente la salita del Borgo è intonacata, sono sostituiti i serramenti e recuperati gli spazi di sottotetto mediante la realizzazione di una finestra a raso.
Sul lato prospiciente il Vicolo del Teatro, la parete totalmente compromessa è in parte rifatta e, per le parti da conservare, scrostata, reintonacata. Gli intonaci sono in malta di calce. 

Per i davanzali, le soglie, i balconi e le mensole è riutilizzato tutto il materiale di recupero e sono reperite, ove possibile, vecchie lastre provenienti da altri cantieri, per quanto non possibile è utilizzato nuovo materiale in pietra di Luserna anticata a spacco naturale. 

Le inferriate e le balconate esistenti, ove possibile, sonno recuperate e riutilizzate. Ove non risulta possibile, sono sostituite da altri elementi con pari caratteristiche. I comignoli sono ricostruiti nelle forme tradizionali.
NELLA FOTO: Com'era
NELLA FOTO: Com'è
NELLA FOTO: Piano interrato
NELLA FOTO: Piano terreno
NELLA FOTO: Primo piano